Frida Kalho, Nahui Olin e la Pelona.

È stata Frida Kalho, pittrice messicana, icona del femminismo, il personaggio principale della terza verbigerazione/improvvisazione di Giorgio Fabbris dal palco del Teatro Out  Off, dopo la replica di Prodigiosi Deliri, sabato 7 dicembre.

Protagonista indiscussa della scena artistica e politica di Città del Messico negli anni ’30, Frida Kalho riversò nella sua pittura il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato e il proprio credo politico, unendo il folclore messicano e l’autobiografismo utopico a visioni del corpo femminile non più  distorto dallo sguardo maschile.

Venti intensi minuti in cui “il pensiero che si forma in bocca” dell’artista vicentino ha raccontato la travagliata vita di Frida Kalho, ripercorrendone i momenti cruciali della sua esistenza: dal disgraziato incidente in autobus che le segnò la vita, all’adesione entusiastica al partito comunista, passando per la dolorosissima esperienza dell’aborto e il tormento di una maternità mancata.

Ad incrociare la strada della pittrice sensibile ed anticonformista, negli anni ’30 ci fu Nahui Olin, anche lei  pittrice, poetessa ma soprattutto  modella messicana, passata alla storia per alcune audaci foto di nudo.

Due donne, Frida Kalho e Nahui Olin dalla straordinaria ricchezza psicologica ed emotiva, che alla bellezza ed al fascino naturali hanno saputo unire la potenza della seduzione.

In un suggestivo momento della verbigerazione Fabbris ha immaginato che le sopracciglia spesse e folte di Frida Kalho si alzassero in volo, come due gabbiani raggiungendo il campo di grano del dipinto di Vincent Van Gogh.

Nell’ improvvisazione di Fabbris le due donne diventano vittime della Pelona, la morte, che ha fatto loro uno sgarbo, riservando una vecchiaia ingiusta, con la perdita irrimediabile della bellezza di Nahui Olin, che finì il resto dei suoi anni in povertà e la gabbia dell’invalidità fisica a cui era condannata Frida Kalho.

la follia e le donne

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La follia che buca i corpi di Carlo Zinelli

Sabato 23 novembre, dopo lo spettacolo Prodigiosi Deliri, l’attore e artista vicentino Giorgio Fabbris ha dato vita alla prima verbigerazione/improvvisazione dedicata a Carlo Zinelli, massimo esponente dell’Art Brut in Italia.

Venti intensi minuti per conoscere attraverso la performance di Fabbris l’animo sensibile e complesso del pittore veronese. Un’incursione nel disagio psichico di Carlo Zinelli, nei suoi ricordi di giovane internato, fino alla scoperta della passione per la pittura.

Attraverso un racconto frastagliato di onomatopee e lallazioni, entriamo nel paesaggio della campagna veronese, che ispirò tanti lavori dell’artista, vediamo figure nere con grossi buchi, come Zinelli era solito rappresentare gli umani.

Il “pensiero che si forma in bocca”, secondo la tecnica di improvvisazione di Fabbris, da oltre vent’anni impegnato in un lavoro di ricerca sul rapporto tra malattia mentale e arte, ha regalato momenti di intenso coinvolgimento emotivo al pubblico dell’Out off.

Ad un’espressività verbale intenzionalmente disarticolata hanno fatto corredo una mimica e una gestualità capaci di interpretare il malessere profondo dell’artista.

La prima Verbigerazione, dedicata a Carlo Zinelli, esponente dell'Art Brut

Giorgio Fabbris