Amore, ingenuità, poesia, sogno…sillabari. Alla ri- scoperta di Parise.

Foto di Agneza Dorkin

Scrittore, giornalista, sceneggiatore e poeta Goffredo Parise è stato un intellettuale dal percorso singolare nel secondo ‘900 italiano, rifiutando di aderire alle ideologie allora dominanti e coltivando un pensiero libero e indipendente.

Lorenzo Loris e Roberto Traverso attingono all’opera dello scrittore  vicentino in Amore, Ingenuità, Poesia, Sogno (SILLABARI) dal 22 novembre al 23 dicembre all’Out Off e in attesa del debutto il 19 novembre al Chiostro Nina Vichi del Piccolo Teatro di Milano si è tenuta la conferenza di presentazione dello spettacolo. Un approfondimento su Parise e sull’opera che viene considerata il suo capolavoro, i Sillabari. A portare il loro contributo c’erano  Clelia Martignoni, Docente di letteratura moderna e contemporanea all’università di Pavia, Fabio Francione critico e giornalista, il regista Lorenzo Loris, il drammaturgo Roberto Traverso  e gli interpreti Edoardo Siravo, Monica Bonomi e Stefania Barca. 

Fabio Francione  ha evidenziato come Parise fosse un intellettuale anomalo del suo tempo ed ha sottolineato l’importanza del lavoro registico  di Loris sul Novecento letterario italiano, ricerca particolarmente rilevante poiché  in Italia nel secondo dopoguerra, dopoEdoardo De Filippo, è venuta meno la figura del drammaturgo ed il rapporto degli scrittori con il teatro è spesso stato episodico.

Roberto Traverso, ideatore del progetto insieme a Lorenzo Loris ha sottolineato la componente autobiografica de i Sillabari. I sillabari sono un romanzo autobiografico. In ogni racconto riconosciamo l’esperienza di Parise e la sua voce, ci sono addirittura citazioni di persone che ha conosciuto, vi ritroviamo le sue donne, i suoi amori,  i ragazzi, i figli che non ha avuto ma che ha individuato come tali. Ogni racconto ha un preciso riferimento alla vita di Parise, noi ce ne siamo accorti dopo averlo letto  la prima volta perché come lettori durante  la prima lettura siamo rimasti molto affascinati dall’intreccio, dalla ricchezza dei personaggi ma a furia di ragionare e risalendo  alla fonte dei Sillabari, nel leggere non solo le altre opere di Parise ma anche i commenti all’opera abbiamo trovato questa forte corrispondenza con l’autobiografia dell’autore”.

Una vita d’altronde molto interessante quella dello scrittore vicentino, come ha ricordato Clelia Martignoni “Parise è stato un personaggio molto inquieto e pieno di contraddizioni, di  spigoli e asprezze che lo rendono intrigante, tanto inquieto da essere stato inviato giornalistico in guerra, autore di molti reportage sul Vietnam, sul sudest asiatico negli anni ’70 ” Pur essendo d’accordo nel considerare i Sillabari un’opera autobiografica Clelia Martignoni  rileva che nel testo dello spettacolo è riconoscibile anche la frammentarietà del discorso che nei Sillabari non è unitario, ma spezzettato nei racconti. Nell’analizzare il rapporto tra letteratura e teatro Clelia Martignoni ha lodato la fedeltà alla prosa degli autori nel lavoro registico di Loris, il lasciare intatta la lingua pur costruendo spettacoli che hanno una vita propria e si basano su un lavoro di adattamento. Il regista Lorenzo Loris ha parlato del suo percorso tra teatro e letteratura a partire da Testori, Gadda, Calvino, Buzzati partendo dalla considerazione che tutto è teatro e che la nostra formazione culturale, la nostra lingua si è formata attraverso la lettura e  l’opera dei grandi autori del Novecento italiano. A proposito dei Sillabari (il cui adattamento è stato curato insieme a Roberto Traverso) Loris ha raccontato come  a partire dal racconto “Età” si sia creato un confronto tra i personaggi dei Sillabari e il personaggio  dello scrittore. Ma Parise non si riduce a quel personaggio, Parise è tutti i personaggi dei suoi Sillabari.Interprete nel ruolo dello scrittore e dei personaggi maschili è Edoardo Siravo, protagonista della pièce, che ha parlato della sorpresa che riserva la lettura de i Sillabari.

“Ne i Sillabari c’è l’attesa della morte ma il  modo di affrontarla di Parise è singolare. Attraverso  il linguaggio, la poesia, la drammaturgia, la prosa di Parise si insinua nei meandri della mente in modo un po’ subdolo. Apparentemente sembra di leggere un apologo borghese e invece dietro c’è la tragedia, la drammaturgia anche  comica attraverso dei racconti apparentemente semplici”.

Giovedì 22 novembre, ore 19.30  –  Prima Nazionale    (repliche fino al 23 dicembre)

Teatro Out Off

In collaborazione con

Teatro Palladium, Roma 3 Università degli studi

Con il contributo di NEXT2018- Regione Lombardia

AMORE, INGENUITÀ, POESIA, SOGNO…

(SILLABARI)

di Goffredo Parise

ideazione e progetto Roberto Traverso e Lorenzo Loris

regia Lorenzo Loris

con Edoardo Siravo

e con Monica Bonomi, Stefania Barca

Spettacolo inserito nel palinsesto del Comune di Milano “Novecento Italiano”

Spettacolo Inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

In alcune delle repliche dello spettacolo si svolgeranno brevi incontri introduttivi con artisti, scrittori e giornalisti a cura di Fabio Francione e Roberto Traverso:

22/11, ore 19.30, Paolo Lanaro, poeta e scrittore (spettacolo a seguire)

27/11,ore 20.45, Maddalena Giovannelli, ricercatrice all’Università degli studi di Milano e direttrice della rivisti di studi teatrali “Stratagemmi” (spettacolo a seguire)

29/11, ore 19.30, Francesco Battistini, giornalista e inviato del Corriere della Sera  (replica a seguire)

30/11,ore 20.45, Matteo Guarnaccia, artista visivo e storico del costume (spettacolo a seguire)

5/12, ore 20.45, Giorgio Panizza, docente di letteratura all’Università di Pavia e delegato al Sistema bibliotecario d’Ateneo (spettacolo a seguire)

23/12, ore 16.00, Fabio Francione, critico e giornalista (spettacolo a seguire)

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