Classici, nuove proposte, e un percorso nel secolo breve: la 42° stagione dell’Out Off.

Una stagione in bilico tra i grandi scrittori che hanno segnato il ’900 italiano e straniero, i classici e le giovani promesse del teatro. Così sarà la quarantaduesima stagione del Teatro Out Off e, in attesa di conoscerla nel dettaglio nella conferenza stampa di settembre, qui di seguito qualche anticipazione sul nostro cartellone.

Sketches e short plays con la regia di Maurizio Schmidt, Old Times e Landescape di Harold Pinter saranno i primi spettacoli ad inaugurare la stagione da settembre. D’altronde quella dell’Out Off con Pinter è una lunga storia, diverse le opere del drammaturgo inglese in scena in via Mac Mahon. Tra le storiche messe in scena del premio Nobel Inglese ricordiamo nel 1991 un’edizione de Il Calapranzi con Antonio Albanese e Nicola Rignanese, per la regia di Gianpiero Solari. Qualche anno dopo, nel 1999 la regista Alessandra Milano realizzò con l’Out Off Tradimenti, mentre nel 1992 andò in scena L’amante per la regia Antonio Syxty. Nella scorsa stagione “L’amante” è stato rivisitato anche da Lorenzo Loris che ha vinto nel 2011 il Premio dell’associazione dei critici di teatro per le sue regie “pinteriane”. Tra le messe in scena recenti non possiamo non citare Vecchi tempi con la regia di Roberto Trifirò e Il calapranzi diretto da Antonio Mingarelli.

Pinter1

Harold Pinter

 

Spazio alla drammaturgia contemporanea, nell’ambito della quale si segnala il ritorno della poetessa e scrittrice Lucrezia Lerro, già all’Out Off con Il sangue matto, che partecipa alla nuova stagione con una pièce sulla vita di due donne, le figlie di Victor Hugo e George Simenon, chiedendosi cosa succede a due donne sensibili quando i loro “giganteschi” padri non riescono ad amarle come vorrebbero? Lo scopriremo in “Victor Hugo e Adele-Georges Simenon e Marie Jo una promessa d’amore” per la regia di Lorenzo Loris.

Lucrezia Lerro

Lucrezia Lerro è nata a Omignano in provincia di Salerno nel 1977. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e in Psicologia. Sue poesie sono apparse su “Nuovi Argomenti”, nell’ “Almanacco dello Specchio” (Mondadori) e nell’antologia Nuovissima poesia italiana (Oscar Mondadori). Ha pubblicato i romanzi Certi giorni sono felice, Il rimedio perfetto, La più bella del mondo, La bambina che disegnava cuori, tutti per Bompiani. Torino Salone del Libro 2016. © Leonardo Cendamo

Ancora scrittura contemporanea con Casca la terra di Fabio Chiriatti con la regia di Riccardo Mallus, progetto vincitore del Premio Siae “Sillumina-copia privata per i giovani, per la cultura”. Casca la terra parla di genitori e di figli, di lavoro e soldi, della vita che diventa nemica attraverso la storia di due coppie e della loro mancanza di comunicazione.

Il 2018 si apre con la messa in scena di due opere che scavano nel ‘900 italiano e straniero e nelle contraddizioni del secolo breve. L’angelo dell’informazione di Alberto Moravia, a partire da un triangolo amoroso formato da una coppia sposata e l’amante di lei, ci porta a una riflessione sulla ricerca della verità attraverso una meticolosa ricostruzione dei fatti.

Immagine correlata

Ritratto di Alberto Moravia di Renato Guttuso

Uno sguardo nel ‘900 della drammaturgia straniera arriva da Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, uno dei più eversivi autori francesi. Per la regia di Roberto Trifirò all’Out Off andrà in scena il suo lavoro più conosciuto, un dialogo, condotto attraverso una scrittura fredda, essenziale, violenta, tra un cliente e un commerciante (dealer), entrambi fuggiti dalle proprie case, non casualmente. L’oggetto della compravendita (qualcosa di materiale, l’amore, il tempo, il pensiero o l’ascolto) rimane avvolto dal mistero.

Tra le nuove proposte troviamo un testo di Fernando Coratelli con la regia di  Margherita Remotti, “I dispersi” sul rapporto tra informazione e realtà e la confessione d’amore di “Fedra” del poeta greco Ghiannis Ritsos con Stefania Barca.

Le nostre più profonde paure, amplificate dalla cassa di risonanza dell’informazione, del sentito dire che diventa realtà, escono allo scoperto ne I dispersi, una pièce in cui niente è come sembra.

Con la Fedra di Ritsos conosceremo i turbamenti di una donna vittima delle proprie passioni e dei propri sensi di colpa, che è pericolosamente vicina a noi, uomini e donne sempre più vulnerabili e soli.

Dopo il successo nella scorsa stagione di Short skin, torna Aia Taumastica con Sulla pelle, testo e regia di Massimiliano Cividati, primo capitolo di un dittico sul Corpo, di cui il secondo capitolo è dedicato alla struttura, Sulle Ossa. Un concerto per parole ed azioni in cui la pelle diventa luogo della metafora per parlare del nostro tempo.

Altro gradito ritorno è quello della compagnia LiberamenteUnico che dopo aver portato in questo finale di stagione “Polvere, la vita che vorrei” con la regia di Barbara Altissimo,  torna con due spettacoli: Neverending e Cercando il giardino. Nel primo pensieri, riflessioni e ricordi in un’atmosfera ovattata, sospesa ed onirica raccontano una storia universale che si colora di particolari sfumature: una figlia e un padre, un legame, un distacco, un prima e un dopo, una morte e una vita che continua. In Cercando il giardino, gli attori del Cottolengo di Torino partiranno dal grande classico di Cechov per compiere un loro originale percorso.

Elena Arvigo, ormai presenza costante dell’Out Off sarà l’interprete di Una ragazza lasciata a metà, dal romanzo d’esordio di Eimear McBride che racconta, con struggente lirismo il percorso di crescita spezzato e interrotto di una giovane donna vulnerabile, sconcertante ma profondamente sensibile in un’ Irlanda chiusa e crudele.

Tornerà dopo un anno di assenza dal teatro di via Mac Mahon Alberto Oliva, , con La signorina Else di Arthur Schnitzler, dramma della solitudine e dell’indecisione scritto nel 1924, ma di straordinaria attualità.

Altro ritorno all’Out Off è quello di Fabio Sonzogni, interprete sul palco di Via Mac Mahon negli anni ’90 e presente come regista nel 2011 con Orgia di Pasolini. Sonzogni porta nella nuova stagione La Signorina Julie di August Strindberg, atto unico che si muove nei territori insidiosi della gelosia, dell’amore, del sesso, del masochismo, del sadismo, della violenza, della colpa, della solitudine.

Con “Abracadabra, incantesimi di Mario Mieli, il mago del gender”, Irene Serini propone, dopo averne portato un primissimo studio a IT, un lavoro sulla figura di Mario Mieli, poeta, teorico degli studi di genere scomparso nel 1983 e considerato il fondatore del movimento omosessuale italiano.

Un’altra giovane formazione “ConteatroVivo” presenterà “Eccebellum” un lavoro ideato in seguito alla lettura e all’analisi de “Il Minotauro” di Fredrich Durrenmatt e del mito di Ovidio “Eco e Narciso” attraverso uno sguardo intimo e profondo del nostro “labirinto” personale, riscontrando l’inesorabile conflitto con quello degli altri.

Mentre il Novecento italiano letterario è ancora il sentiero del regista Lorenzo Loris che nella prossima stagione metterà in relazione Italo Calvino e Dino Buzzati, lasciandosi condurre dalla vena ironica della loro scrittura che spesso lascia spazio ad un sorriso liberatorio.

Per info e prenotazioni: info@teatrooutoff.it 0234532140

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