Elena Arvigo: porto in scena la poesia del fallimento.

L'imperatore della sconfitta-foto di ManuelaGiusto3

Fino al 27 maggio è in scena all’Out Off con L’imperatore della sconfitta, di cui è co regista insieme a Sara Thaiz Bozano ed interprete, insieme all’attore Marco Vergani. È Elena Arvigo, una delle attrici più significative del panorama teatrale italiano, che ha intrecciato il suo percorso con quello dell’Out Off con 4:48 Psychosis di Sarah Kane (2014); “Maternity blues” di Grazia Verasani (2015) , “Il bosco” di David Mamet (2015), “Donna non rieducabile” di Stefano Massini (2015), “I monologhi dell’atomica” (2016) da Svetlana Aleksievich e Kyoko Hayashi, spettacoli di cui è stata regista ed interprete. Elena Arvigo torna all’Out Off e per le celebrazioni dei quarant’anni del teatro si confronta con la drammaturgia di Jan Fabre,  artista visivo, regista, scrittore, fautore di un teatro della fisicità che utilizza il corpo in ogni sua forma (danza, performance, azione teatrale),  punto di riferimento artistico  fondamentale  per l’Out Off. Del suo rapporto con Fabre, dell’idea di sconfitta e dell’allestimento della pièce  Elena ha parlato al nostro blog.

Perché hai scelto di portare in scena L’imperatore della sconfitta di Jan Fabre?

Avevo letto il testo per caso nel 2010 e allora  mi aveva colpito il suo modo di scrivere, in particolare per l’uso di ripetizioni. È un testo raffinato, nel titolo c’è già tutto, tanto che  lo spettacolo è per lo più un’evocazione del titolo. Il titolo inglese rende meglio l’idea originale di perdita e non di sconfitta. La perdita è un concetto complesso e lievemente differente dalla sconfitta che ha una connotazione passiva, mentre la perdita anche  grammaticalmente presuppone una forma attiva. Successivamente ho incontrato Fabre alla Biennale di Venezia, ho frequentato un laboratorio tenuto da lui e in quell’occasione gli ho chiesto i diritti per mettere in scena il suo testo. Nel 2011 avevo quindi già maturato l’idea di metterlo in scena ma per una serie di circostanze ho dovuto rimandare, finalmente quest’anno si è creata questa possibilità con l’Out Off.

L'imperatoredellasconfitta-ManuelaGiusto4

Fabre ha scritto L’imperatore della sconfitta nel 1994, eppure il suo discorso sul fallimento sembra di estrema attualità nei nostri anni segnati dalla crisi economica mondiale.

In realtà Fabre non ha mai avuto una grande attenzione all’attualità, alla contingenza storico-politica. Il suo teatro supera le coordinate spazio-temporali, per diventare un discorso più profondo  sulla condizione dell’uomo in generale e dell’attore in particolare, sulla sconfitta come possibilità di ricominciare. È un tema vasto che implica riflessioni filosofiche e rimandi a citazioni letterarie. Certamente oggi viviamo un momento di grande precarietà e di consapevolezza della precarietà, ma il testo di Fabre scava nel profondo della condizione umana.

La figura che meglio incarna  l’imperatore della sconfitta è il clown che provando e riprovando, “perché l’esercizio partorisce l’arte”, diventa uomo. Che rapporto c’è tra la figura dell’artista e il concetto di sconfitta?

Il teatro è il luogo per antonomasia della sconfitta e della possibilità di ricominciare, il palcoscenico è una zona di frontiera in cui abita il “sogno insolubile”, il sogno che non si scioglie: quello di essere lì. Il teatro di Fabre è un teatro che si compie davanti al pubblico che diventa testimone di un fallimento che si ripete. Anche la scenografia è costruita pensando a questo paradigma: le scale sono un elemento simbolico fortemente evocativo, permettono all’uomo di elevarsi ma rappresentano anche la sconfitta dell’uomo verso il cielo. La tensione verso l’alto è necessaria anche se l’uomo non può volare,  il tentativo di volo è fondamentale. È un teatro moderno ma profondamente tragico e viscerale.

L'imperatore della sconfitta-foto di Manuela Giusto2

Il testo di Fabre è un monologo, in scena invece siete in due (Elena Arvigo e Marco Vergani).

Ho scelto di condividere il palco con un altro attore Marco Vergani per esaltare il tema del doppio, dello specchio, presente in Fabre e anche per distaccarmi da alcuni elementi: il monologo è stato scritto per un attore fiammingo, Marc Moon Van Overmeir molto importante per Fabre.

dal 16 al 27 maggio
Teatro Out Off

L’IMPERATORE DELLA SCONFITTA

Prima nazionale
di Jan Fabre
traduzione Giuliana Manganelli
regia Elena Arvigo e Sara Thaiz Bozano
con Elena Arvigo e Marco Vergani
scene Alessandro di Cola
spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

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