5 buoni motivi per amare L’imperatore della sconfitta.

40 anni vissuti  tra arte, teatro, poesia, musica, danza e performance. Questa è stata ed è la storia dell’Out Off, che giunge in questi giorni al termine delle celebrazioni per il primo quarantennio di attività con uno spettacolo visionario e poetico, L’imperatore della sconfitta di Jan Fabre, in scena fino al 27 maggio. L’opera è il racconto di un tentativo che non si esaurisce nel fallimento, ma che trova, anzi, nel fallimento la sua forma perfetta. La sconfitta è azione, atto rivoluzionario, momento di rivincita e possibilità di proseguire. La sconfitta, dunque, come punto di partenza e di arrivo perché se non fossimo sconfitti non avremmo la possibilità di continuare a sbagliare e quindi a esistere nel mondo. Forse questo imperatore non è altro che un uomo, a cui nel tentativo   disperato di essere uomo nasceranno due ali tra le spalle.

Se non l’avete ancora visto di seguito 5 motivi per cui trascorrere 50 minuti di emozione pura.

1-Il genio di Jan Fabre. Artista visivo, regista, scrittore, fautore di un teatro della fisicità che utilizza il corpo in ogni sua forma (danza, performance, azione teatrale). Si impone all’attenzione mondiale con gli spettacoli This is Theatre Like it Was to Be Eexpected and Foreseen (1982) e The Power of Theatrical Madness (1984) operando un taglio netto con le convenzioni teatrali. Si definisce “un poeta del disegno e della scrittura, un avventuriero, un terrorista che lavora per le spore del suo cuore e delle sue idee.” Per l’Out Off Jan Fabre è stato un punto di riferimento artistico fin dal primo incontro avvenuto nel 1985 quando venne invitato a Milano dall’Out Off per la rassegna Sussurri o Grida con lo spettacolo “Il potere della follia teatrale”. Il rapporto è continuato poi in altre occasioni culminate con l’inaugurazione della nuova sede di via Mac Mahon nel 2004 con lo spettacolo “Cryng body”.

jan-fabre

didascalia: ritratto di JAN FABRE autore dello spettacolo “MY MOVEMENTS ARE ALONE LIKE STREETDOGS ” (NON IO festival internazionale sullo spettacolo contemporaneoBOLOGNA – EX BOLOGNA MOTORI – SAB 27 APRILE 2002)

2- Elena Arvigo. A confrontarsi con l’arte di Jan Fabre è Elena Arvivo, una delle attrici/registe più significative del panorama teatrale italiano, protagonista di tourné nazionali e internazionali, tra le quali: “Le signorine di Wilko” regia di Alvis Hermanis e “Noccioline” di Fausto Paravidino, regia di Valerio Binasco. E’ stata inoltre diretta da G. Strehler, E. Nekrosius, J. Lassale, P.Greenaway, V.Binasco, A.Longoni, N. Bruschetta, G. Boncoddo, F. Però. Al Teatro Out Off ha presentato come regista e interprete: 4:48 Psychosis di Sarah Kane (2014); “Maternity blues” di Grazia Verasani (2015) , “Il bosco” di David Mamet (2015), “Donna non rieducabile” di Stefano Massini (2015), “I monologhi dell’atomica” (2016) da Svetlana Aleksievich e Kyoko Hayashi . Ne L’imperatore della sconfitta è interprete e co-regista insieme a Sara Thaiz Bozano.

2 L'imperatore della sconfitta di Jan Fabre regia Elena Arvigo e Sara Thaiz Bozano nella foto Elena Arvigo e Marco Vergani- Foto Dorkin.jpg

Elena Arvigo e Marco Vergani ne L’imperatore della sconfitta. Foto di Agneza Dorkin.

3- Le immagini suggestive, poetiche e perturbanti dello spettacolo, per cui l’esperienza di Sara Thaiz Bozano  co regista insieme ad Elena Arvigo,  nella realizzazione di progetti di teatro multimediale è stato un importante punto di partenza. Sara Thaiz Bozano ha lavorato come assistente alla regia e stage manager di numerose produzioni teatrali in Italia e in Europa. Ha collaborato con Andrea Liberovici, Saskia Boddeke e Peter Greenaway e come stage manager nell’allestimento e nella tournée internazionale di diversi spettacoli di Robert Wilson.

4- In scena insieme ad Elena Arvigo c’è Marco Vergani attore perfezionatosi all’Ecole des Maitres con Giancarlo Cobelli e al Centro Teatrale Santa Cristina con Luca Ronconi. In teatro ha lavorato con Vinicio Marchioni, Ferdinando Bruni, Andrea Baracco, Roberto Latini, Andrea De Rosa, Giancarlo Sepe, Emanuela Giordano, Maurizio Panici, Sandro Mabellini, A. R. Shammah, Manuela Cherubini, Luca Ronconi, Giancarlo Cobelli, Giancarlo Nanni, Andrea Taddei, Segio Fantoni, Barbara Nativi.

5-Trascinanti, coinvolgenti, toccanti sono le musiche dello spettacolo:
Ben Frost – Flex, Vessel – Red Sex, Arca – Piel,As Crust – Amnesia
‪The Cosmic Dead? – The White Rabbit, Max Richter_The Art Of, Mirrors_Mnemographies, Obladi Oblada _The Beatles, Rogneda_Marcello Rotondella.

 

 L’imperatore della sconfitta

Prima nazionale
di Jan Fabre

traduzione di Giuliana Manganelli

regia Elena Arvigo e Sara Thaiz Bozano
con Elena Arvigo e Marco Vergani
scene Alessandro di Cola
video project Carolina Ielardi
riprese video e suoni Marcello Rotondella
luci Marcello Lumaca
tecnico video luci audio Alessandro Tinelli
assistente alla regia Maia Bertoldo
si ringrazia Marco Benedetti e Marte Teatro, Laura Vergani, Emiliano Bitti, Giuseppe Fraccaro

Logo-invito-teatro-2016-17

spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

 

 

 

 

 

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