Nicola Ciammarughi: l’amore è un posto in cui ci piove dentro.

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Nicola Ciammarughi ne Gli amori difficili.

Ne Gli amori difficili di Italo Calvino interpreta un marito operaio, un bandito, un cacciatore, un lavoratore amante della grappa e un compagno di “scompartimento” quasi muto del “viaggiatore”  Gigio Alberti. È Nicola Ciammarughi, attore e regista, che al nostro blog parla del proprio rapporto con lo scrittore sanremese, della difficoltà dell’amore e della provvidenziale fantasia.

Ne Gli amori difficili ti confronti con una delle opere meno conosciute di un classico della nostra letteratura. Tu che rapporto hai con Calvino?

Calvino è tra i geni del ‘900 e il suo talento più grande come nei grandi poeti è stata la sintesi della vita presente, passata e forse futura, attraverso quella complessa arte che è la letteratura. Calvino rende la tragedia antica qualcosa di moderno ed attuale per tutti. La sua è una grande arte della “fuga”. Tempo fa avevo lavorato come regista su Il ciclo degli antenati, in particolare su Il Barone rampante e il Visconte dimezzato, avevo iniziato un progetto su le Lezioni americane e lavorare con Loris su Gli amori difficili mi ha aiutato anche a riprendere le fila di quel discorso. Nelle Lezioni americane, a proposito della visibilità, Calvino cita un verso del purgatorio dantesco “Poi piovve dentro l’alta fantasia”, insomma la fantasia è un posto dove ci piove dentro così come l’amore di cui parla la pièce. Lavorare con un regista come Loris, che ha chiesto a noi attori di interpretare i personaggi e contemporaneamente di raccontarne la vicenda dall’esterno ha significato mettersi in gioco e respirare una sensazione di apparente smarrimento della coscienza delle cose, lasciarsi guidare da un flusso ininterrotto di immagini, evocazioni di atmosfere e personali visioni che legano inaspettatamente e involontariamente il passato e il mondo contemporaneo, e credo che potesse essere l’intento dello scrittore sanremese.”

Tra gli altri personaggi, interpreti anche il marito della coppia operaia, protagonista dell’episodio Avventura di due sposi, incentrato sulla difficoltà di vivere l’amore coniugale conducendo una vita inghiottita dal lavoro. Che fine ha fatto quel mondo operaio?

Quel mondo operaio non c’è quasi più o meglio non esiste più per gli italiani di vecchia generazione ma esiste per i nuovi italiani: cinesi, sudamericani, asiatici che vivono e lavorano da anni in Italia con turni di lavoro pesanti. Nonostante ciò esiste ancora una grande difficoltà dell’incontro anche per chi conduce una vita regolare perché oggi ci sono altri elementi che distolgo l’attenzione dall’amore, ci sono molti stimoli dal mondo dei nuovi media che inducono nuovi bisogni e desideri e il tempo per l’amore si riduce progressivamente. Insomma,  c’è sempre qualcosa che ci tiene distanti. L’amore è qualcosa che sconvolge l’organizzazione della vita e la nostra pretesa di inquadrare e programmare tutto.

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Monica Bonomi e Nicola Ciammarughi in scena.

E le donne che ruolo hanno? Respirano ancora quel senso di inferiorità che in scena è interpretato da Stefania R. (Monica Bonomi), protagonista dell’episodio Avventura di una moglie?

Purtroppo da una parte c’è la ragione sociale per cui nel lavoro la donna anche oggi riceve una retribuzione inferiore rispetto all’uomo e la sensazione è che nulla sia cambiato, anche se il linguaggio e il tipo di pensiero mostrati da Calvino oggi non esistono più. Negli anni in cui lo scrittore sanremese scriveva Avventura di una moglie, era facile pensare che una giovane donna della media borghesia potesse rendersi conto che la libertà inizia con il matrimonio, perché il marito le avrebbe concesso una libertà maggiore rispetto al quella goduta nella famiglia di origine. Ma ciò che mi sembra essenziale in questo passo della piéce è mostrare  un nuovo concetto di libertà, intesa non come assenza di vincoli ma come possibilità di parlare con uomini appartenenti a diversi strati sociali, trattando alla pari. Anche oggi, d’altronde, i protagonisti delle diverse classi sociali possono incontrarsi solo quando si “rompe qualcosa”.

 

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Monica Bonomi e Nicola Ciammarughi.

Gli amori oggi sono ancora “difficili”?

Sì, in primo luogo perché le difficoltà della vita permangono e poi perché l’amore è l’evento che ha in sé il potere di rompere gli schemi, di stravolgere l’organizzazione della vita e del mondo.

dal 18 al 30 aprile
Teatro Out Off
GLI AMORI DIFFICILI
di Italo Calvino
regia Lorenzo Loris
con Luigi “Gigio” Alberti, Monica Bonomi, Nicola Bibi Ciammarughi e con Gemma Pedrini Cellist
scena Daniela Maria Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
luci Alessandro Tinelli
musiche Gemma Pedrini Cellist
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

Foto di Agneza Dorkin.

 

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