Giovanni Battaglia: porto in scena il lato oscuro del teatro.

Un attore che interpreta un attore, così si può definire il ruolo di Giovanni Battaglia, Robert ne L’apparenza inganna. Un personaggio carico di contraddizioni e zone d’ombra ma profondamente umano, attraverso il quale Bernhard ha tratteggiato il lato oscuro del mondo dello spettacolo e del teatro in particolare e nella cui vecchiaia si riscontrano i segni della fine di un’epoca.
Anche per te come per Roberto Trifirò, L’apparenza inganna è il  primo lavoro su un testo di Bernhard. Che rapporto hai con il drammaturgo austriaco?
Speravo da tanti anni di mettere in scena un testo suo e non mi era mai capitata l’occasione. Leggevo i suoi testi e mi immaginavo come sarebbe stato recitarli, volevo misurarli con una drammaturgia che si interpreta per sottrazione. È possibile fare una buon lavoro con il teatro di Bernhard mettendo in campo i virtuosismi da attore. Sono pochi i testi che danno la possibilità di concentrarsi sull’essenziale. “Bisogna togliere la schiuma sovrabbondante del pensiero” diceva Beckett e Bernhard si muove su questo solco. In italia ho visto diverse messe in scena da Bernhard, ricordo in particolare quella di Carlo Cecchi e Anna Bonaiuto e L’apparenza inganna di Lombardo-Tiezzi che ho molto apprezzato, quindi, quando mi è stata data la possibilità di interpretare Robert ho subito accettato.
Chi è Robert?
È un ex attore, anziano fratello di Karl, ex giocoliere. È un uomo ipocondriaco, ossessionato dalla paura di ammalarsi ma in fondo molto attaccato alla vita. Con il regista Roberto Trifirò, che in scena interpreta Karl, abbiamo pensato che Robert avesse un’espressione sul volto di perenne amarezza e preoccupazione, manifestazione della propria ipocondria ma che nascondesse in realtà una grande vitalità, un’energia superiore a gli altri. La contraddizione di questo personaggio è solo una delle tante che nutrono la pièce di Bernhard. È un attore che fa dire al fratello Karl che gli attori dicono cose senza conoscerne il significato. Credo che Bernhard abbia voluto rappresentare il lato oscuro del mondo del teatro attraverso Robert.
Perché Robert è “ossessionato” dal Re lear, pensa costantemente a come interpretarlo?
Lear è considerato uno dei personaggi shakespeariani a cui si approda dopo molto lavoro e avendo raggiunto una grande maturità. In Italia viene proposto ad attori di lungo corso.
Karl e Robert sono due fratelli anziani alle prese con la solitudine. Due temi, vecchiaia e solitudine che sono la cifra dei nostri tempi, eppure così presenti nel teatro novecentesco.
Bernhard è un autore austriaco che respira il clima culturale di un’Europa che si aggrappa attorno ad un certo mondo che puoi conoscere solo se hai vissuto un po’. Dostoevskij e Mozart appartengono all’Europa del secolo scorso che sta scomparendo. La vecchiaia e la solitudine non sono temi meramente esistenziali ma riportano ad un’epoca socioculturale di decadenza, di finis Austriae che avvolge molta produzione drammaturgica coeva.

L’apparenza inganna
di Thomas Bernhard
Prima nazionale
regia Roberto Trifirò
con Roberto Trifirò, Giovanni Battaglia
scene e costumi Veronica Lattuada
luci Alessandro Tinelli
assistente alla regia Fiammetta Perugi
aiuto scenografo Giacomo Viganò
foto di Scena Agneza Dorkin

spettacolo in abbonamento Invito a Teatro
dal 17/01/2017 al 12/02/2017
da martedì a venerdì ore 20.45;
sabato ore 19.30; domenica ore 16.00
BIGLIETTI: €18,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€
Riduzioni: 12.00€ (Under 25) – 9.00€ (Over 65 Convenzione con il Comune di Milano)

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