Nip: “Portiamo in scena la peggio gioventù”.

Fasciati in tutine bianche con la scritta “Fragile”, come l’umanità che rappresentano, manichini incastrati in raggi di movimento minimo. Maura Pettoruso, Paolo Pilosio e Stefano Detassis della Compagnia Macelleria Ettore hanno portato in scena i Nip, persone comuni, con pensieri talmente bassi da non poter essere espressi, svelandoci la peggio gioventù, che oggi hanno raccontato al nostro blog.
Maura, tu interpreti una carrellata di personaggi femminili, quasi una folla di donne comuni, da quella ossessionata dall’aspetto fisico alla giovane mamma razzista. Come hai lavorato per dar voce a così tante anime? C’è una differenza di genere tra Nip?
Dovendo dare voce e corpo a una serie di protagonisti abbiamo tutti puntato sulla sintesi e non sull’aderenza al personaggio. In questo senso lo studio del manichino è stato fondamentale, abbiamo preso in prestito l’essenzialità del movimento, la fisicità scomposta, minima che appoggia la voce fuori campo. Ho studiato i movimenti della gente comune ed ho trasposto in scena la loro degenerazione, attraverso movenze robotiche volte a restituire una realtà degradata in modo grottesco. Non c’è stato un approccio realistico, ma ho guardato alla realtà di cui siamo sommersi, fatta di razzismo, violenza gratuita, necessità di esporsi su youtube e sui social per avere conferme della propria esistenza. Dalla lente iperrealista è venuta fuori una visione grottesca. Continua a leggere

Carmen Giordano: “La drammaturgia di Nip è la nostra risposta al Teatro Sociale”.

Portare in scena la vuota quotidianità dei nostri anni è quello che si propone Carmen Giordano, direttore artistico della Compagnia Macelleria Ettore con Nip-Not Important Person, già finalista al premio Kantor 2010 – Crt Milano e Premio Nuova Scena Tn 2013 del Centro Santa Chiara di Trento e del Teatro Stabile di Bolzano, che ieri è approdato al Teatro Out Off. Carmen Giordano, insieme a Marco Simiele, ha curato la drammaturgia e la regia della pièce, e per scoprire cosa c’è dietro una scrittura che non concede nulla al politicamente corretto e ci scorta con cinismo allo svelamento della brutalità dei nostri giorni le abbiamo fatto qualche domanda.

Nip scava negli abissi della mediocrità, in un territorio di squallore e desertificazione sentimental-affettiva, molto lontano dal politicamente corretto, ci scorta con cinismo alla scoperta del nostro qualunquismo. La drammaturgia vuole raccontare il buio di questi anni “social”?
La drammaturgia è la nostra risposta al Teatro Sociale. Il fulcro è il linguaggio: utilizzare il linguaggio proprio delle persone comuni, dei social, della TV, scavando il senso profondo di vuoto sotteso al bombardamento di slogan e immagini che ciascuno produce e cui ciascuno è sottoposto. Il buio di questi anni è patinato, effettato, travestito da videoclip e spot pubblicitario. Eppure siamo noi, nel chiuso di noi, nel buio di noi che non sappiamo che fare di noi stessi. Continua a leggere

Siamo tutti un po’ Nip

Proprio nell’epoca in cui tutti ci sentiamo un po’ vip, la compagnia Macelleria Ettore_Teatro al Kg ci svela che siamo, invece, tutti un po’ Nip, persone non molto importanti, persone qualunque. Complice la rivoluzione digitale, pensiamo tutti di essere importanti, di dover esprimere il nostro pensiero su facebook, di condividere le nostre azioni più banali o insensate con video su youtube. Ma chi siamo noi, popolo della rete, virtuale o reale? Siamo Nip, persone anonime, con pensieri talmente bassi da non poter essere espressi, e il lavoro di Carmen Giordano e Marco Simiele, interpretato da Paolo Pilosio, Stefano Detassis, Maura Pettorruso in scena al Teatro Out Off di Milano dal 16 al 21 giugno ce lo rivela brutalmente. Continua a leggere