Alina Marazzi: donna che legge, che scrive e che usa la macchina da presa.

Se nella drammaturgia de La donna che legge percepiamo lo sguardo maschile sulla donna assorta nella lettura, che secondo le riflessioni presenti nel saggio di Francesca Serra, “Le brave ragazze non leggono romanzi”, viene nell’immaginario collettivo associata ad una dimensione erotica, il lavoro registico di Alina Marazzi punta invece a restituire un ruolo da artefice alla donna, non più semplice lettrice, ma scrittrice.
Così, nell’incontro di ieri sera, prima de “La donna che legge”, la regista Alina Marazzi, ospite del palco di via Mac Mahon, ha parlato della sua visione per il mondo femminile nei suoi diversi lavori.
Si definisce “una donna che scrive”, la regista di Un’ora sola ti vorrei e Vogliamo anche le rose. In questo documentario del 2007, in particolare, viene messo in luce l’uso della scrittura da parte delle donne per definire la propria identità, utilizzando la testimonianza dell’attività di un gruppo di scrittura di donne a Milano negli ’70.
Recuperando i testi di donne che hanno partecipato all’esperimento di scrittura collettiva, promosso dalla biblioteca di Affori, è emersa la dimensione introspettiva dell’esperienza. Raccontare storie in cui ci si rispecchia e ci si identifica per le donne di allora ha avuto il valore di una ricerca di identità.
Attraverso la scrittura la donna diventa artefice. Le scritture autobiografiche, in cui il parlare di sé diventa un mezzo per definire la propria identità, sia nella dimensione individuale che all’interno della collettività, diventano strumenti fondamentali nella ricerca del senso della propria storia .
La scrittura,quindi, come strumento per scandagliare l’animo umano, per approdare al senso della propria esistenza.
Ma per Alina Marazzi sono le immagini il punto di partenza per scrivere soggetti dei film, dalle suggestioni visive più che dalla scrittura, prende avvio il suo lavoro di “donna che legge, che scrive e che usa la macchina da presa”!

Alina-Marazzi

 

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Le brave ragazze non leggono romanzi. E voi?

“ Non è mai capitato che una ragazza vergine abbia letto un romanzo”. Si legge nella Nouvelle Heloise di Jean-Jacques Rousseau, e l’affermazione di uno dei più importanti filosofi del ‘700 francese la dice lunga sulla percezione del rapporto tra donne e lettura in età moderna.
Così Francesca Serra, giornalista e scrittrice, autrice del saggio “Le brave ragazze non leggono romanzi”, edito da Bollati Borighieri, ha introdotto il debutto de “La donna che legge” di Renato Gabrielli per la regia di Lorenzo Loris, con Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò, Alessia Giangiuliani, ieri sera al Teatro Out Off.
Il Settecento è il periodo che vede nascere e proliferare rappresentazioni artistiche ed immagini mentali di donne che leggono nude o in atteggiamento erotico, e non è un caso che un personaggio come Rosseau esprima parole di disprezzo per le donne-lettrici, ha affermato l’autrice del saggio che ha ispirato la drammaturgia di Gabrielli.
Una convinzione altamente ridicola, eppure destinata a dominare l’opinione pubblica per lungo tempo in epoca moderna, ha associato la scostumatezza all’immagine di donne che leggono libri ed in particolare romanzi.
Il romanzo, genere letterario di successo che negli ultimi tre secoli ha dominato la letteratura, fu all’inizio guardato con molta diffidenza da intellettuali e lettori. Ci fu un grande turbamento nel passaggio dalla concezione sacra della cultura alla prostituzione culturale, quando il libro è diventato merce.
E per superare questo trauma si è sentito il bisogno di creare questa rappresentazione che vede un connubio tra donne e sesso, una maschera che Francesca Serra provocatoriamente definisce da “pornolettrice”
Questo accadeva nel ‘700, ma siamo proprio sicuri che questa antica storia sia proprio finita?

La donna che legge di Renato Gabrielli regia Lorenzo Loris da Sx   Massimiliano Speziani, Alessia Giangiuliani, Cinzia Spanò - Foto DORKIN

La donna che legge

C’è uno strano triangolo amoroso che lega Mirco, Giada e Federica, i tre protagonisti de La donna che legge di Renato Gabrielli, per la regia di Lorenzo Loris, dal 14 gennaio al 9 febbraio al Teatro Out Off. Tre personaggi che si cercano con passione a vicenda, ma come per uno scacco del destino, sempre nel posto e nel momento sbagliato.
In una città di provincia italiana, sul mare, un maturo avvocato (Massimiliano Speziani) ritiratosi dalla professione e poeta dilettante si invaghisce di una giovane lettrice (Alessia Giangiuliani) intravista sulla spiaggia. Si mette in contatto con lei tramite una ex collega (Cinzia Spanò), con cui anni prima ha avuto un’importante relazione; propone alla ragazza di risolvere i suoi problemi economici in cambio del permesso di osservarla mentre si dedica alla lettura, in circostanze che col procedere del racconto si fanno sempre più intime.
Se l’inizio della vicenda richiama e ricorda il tredicesimo episodio dell’Ulisse di Joyce, Nausicaa, in cui Bloom osserva, non visto, una giovane donna riflette sull’amore, il matrimonio e la femminilità mentre scende la sera sulla spiaggia di Sandymount e trae ispirazione anche da saggio Le brave ragazze non leggono romanzi di Francesca Serra, La donna che legge, parte dalla contemplazione della giovane Giada da parte di Mirco, per raccontare un pezzo dell’Italia di oggi.
L’Italia provinciale in cui l’odore di salsedine ha ormai lasciato spazio all’aridità del presente, da cui i giovani desiderano fuggire, eppure è lo stesso paese che, nella sua rassicurante decadenza, esercita un richiamo non indifferente a quanti decidono di tornare o di rimanere.
Ed in questa porzione del mondo Mirco, Giada e Federica si rincorrono, alla ricerca l’uno dell’altro, ma soprattutto alla ricerca di se stessi. Il tema dell’identità è al centro della vicenda: i tre protagonisti sono “attori” e narratori di se stessi e degli altri, spinti a voler mettersi indosso brandelli di identità che tuttavia l’ambiente circostante, la nostra Italia di oggi non li aiuta a ritrovare.

In occasione dello spettacolo si svolgeranno in alcune repliche dei brevi incontri introduttivi rivolti al pubblico con scrittori, docenti ed artisti.
Il 14 gennaio alle ore 20.45 Francesca Serra , autrice del saggio Le brave ragazze non leggono romanzi(Ed. Bollati Boringhieri), introdurrà lo spettacolo al pubblico in sala con un breve intervento a partire dal suo libro.  Seguirà il 21 gennaio l’incontro con la regista cinematografica Alina Marazzi e il 27 gennaio con la docente di Drammaturgia e Storia del Teatro dell’Università Cattolica Roberta Carpani.

La donna che legge di Renato Gabrielli
regia di Lorenzo Loris, con Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò, Alessia Giangiuliani.
foto di Agneza Dorkin
dal 14 gennaio al 8 febbraio al Teatro OUT OFF
mart./ven. h. 20.45; sab. h. 19,30; dom. h. 16

1 La donna che legge di Renato Gabrielli regia Lorenzo Loris da sx Alessia Giangiuliani, Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò - Foto DORKIN