Cari spettatori, la parola spetta a voi…

È arrivato il momento dei saluti? Quello in cui cala il sipario, si raccolgono applausi o fischi e si tirano le somme? Non esattamente.
Cari amici del Teatro Out Off il nostro è un arrivederci e non certo un addio!
E a proposito di applausi e fischi, vogliamo i vostri commenti su quanto avete visto quest’anno in quel di via Mac Mahon.
Vi siete divertiti, emozionati,addormentati? Avete fatto piacevoli scoperte, passato serate entusiasmanti?
Bene, siamo qui per accogliere il vostro giudizio. Cosa vi è piaciuto e cosa non avete gradito?
20 spettacoli in cartellone, dai grandi classici come il Pirandello dei Sei personaggi in cerca d’autore, al Pinter de l’Amante, Moliere de Il Misantropo alla drammaturgia contemporanea con Vera vuz di Edoardo Erba, Solo per oggi di Francesca Sangalli, Thanks for vaselina della Carrozzeria Orfeo, passando per perfomance sperimentali con La prima periferia dei Pathosformel e Macchine di Scimmie Nude.
Due produzioni di cui siamo particolarmente orgogliosi, Prodigiosi Deliri, ispirato agli studi di Sigmund Freud e Affabulazione di Pier Paolo Pasolini, entrambi con la regia di Lorenzo Loris.
Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla, e speriamo di non avervi fatto mancare nulla. Voi? Quale spettacolo avete amato alla follia e quale invece vi ha lasciato insoddisfatti?

L’Out Off da sempre guarda oltre, e nella stagione appena conclusa ha buttato giù le pareti teatrali per diventare salotto, luogo d’incontro in cui discutere e confrontarsi su temi d’attualità come l’anoressia, la depressione, il gioco d’azzardo ma anche scoprire grandi autori classici come Dostoevskij e Pasolini sotto una nuove luce.

Da questa esigenza sono nate le rassegne di incontri su Arte e follia, sul gioco d’azzardo e Dostoieskij e su Pasolini. Una volta a settimana, prima dello spettacolo abbiamo invitato  discutere del tema in questione un esperto del mondo accademico, editoriale, giornalistico.
E voi lo sapevate che Dostoieskij era un giocatore incallito? e che Pavia è la capitale indiscussa del gioco d’azzardo?Avete guardato nervosamente l’orologio o siete rimasti incantati dalla letture delle poesie di poesie di Pasolini fatta da Franco Buffoni?
Cari spettatori la parola spetta a voi. Lasciate un commento sulla nostra stagione!

Ci servirà per offrirvi sempre il meglio.

1 Il giocatore da Dostoevskij regia Alberto Oliva da sx Mino Manni, Chiara Anicito,  Davide Lorenzo Palla -  Foto Sara Scanderebech

 

AFFABULAZIONE di Pasolini regia L. Loris nella foto - Roberto Trifirò, Annina Pedrini - foto DORKIN

 

Misantropo

Gigio Alberti e Mario Sala, foto di Agneza Dorkin

Gigio Alberti e Mario Sala, foto di Agneza Dorkin

Se il male di vivere va in scena…

Un lettino, dei farmaci e un silenzio assordante. Quello della depressione. Che sfocia nel suicidio.
Per la seconda volta all’interno della stagione 2013/2014 il Teatro Out Off affronta il dolore lancinante del mal di vivere attraverso il delirio lucido e disperato di Ellen West in Prodigiosi Deliri e in 4:48 Psychosis di Sarah Kane.
Tremante come una foglia al vento è la fragile Ellen West (Patrizia Zappa Mulas) che racconta i propri turbamenti di giovane donna. La paura di ingrassare che diventa anoressia e una ricerca quasi forsennata della morte come soluzione, con il silenzio assenso del proprio medico. Aprendo le porte alla complessità dell’eutanasia.


Quasi un secolo dopo, un’altra giovane donna, Sarah Kane si congeda dalla vita, sconfitta dal buio della solitudine e della depressione. Rabbia, tenerezza, amore cannibale nelle parole dure e crude della drammaturga inglese che negli anni ’90 rivoluzionò il teatro, per togliersi la vita pochi anni dopo, appena ventottenne.


In Prodigiosi Deliri, diretto da Lorenzo Loris, la prospettiva psichiatrica è la chiave di volta per penetrare nei meandri della coscienza di una donna consumata dall’anoressia. In 4:48 Psychosis la malattia, in senso stretto, è presente ma solo di passaggio, poi lascia spazio all’afflato lirico, alla poesia del dolore.
Nella pièce dedicata ad Ellen West, la drammaturgia dello spettacolo contribuisce a fare uscire la psicanalisi dal recinto della clinica, facendola conoscere anche ai non addetti ai lavori. In 4:48 Psychosis è la volontà suicida, che diventa un inno alla vita, la protagonista indiscussa, grazie all’interpretazione carnale e sanguigna di Elena Arvigo, che stempera il clima nichilistico che solitamente fa da sfondo alla pièce in una perfomance intensa e appassionata.

4:48 Psychosis . Un testo sul suicidio diventa un inno alla vita.

In questo finale di stagione il Teatro Out Off saluta il pubblico con uno spettacolo da non perdere: 4:48 Psychosis, ultimo e controverso testo della drammaturga inglese morta suicida all’età di 28 anni nel 1999.
Interpretato da Elena Arvigo diretta da Valentina Calvani, 4:48 Psychosis è una partitura lirica, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore.
Il titolo si riferisce all’ora che statisticamente attira il numero maggiore di suicidi le 4.48 Psychosis. Eppure, nella lettura di Valentina Calvani ed Elena Arvigo, diventa un preghiera, un inno alla vita.
Lontana dalle atmosfere cannibali di Blasted, la sua prima opera, che creò il più grande scandalo teatrale a Londra dai tempi della scena della lapidazione del bambino nello spettacolo Saved di Edward Bond; Sarah Kane che conquistò la critica con la sua quarta opera, Crave, si congeda dalla vita e dalla drammaturgia con un’opera decisamente non catalogabile alle forme teatrali convenzionali.
In 4:48 Psychosis la parola di Sarah Kane e’ flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena ne’ temporali ne’ psicologiche .
4:48 Psychosis e’ quello che succede nella mente quando crollano le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione – : e’ la fragilità dell’amore , la tenacia e l’irrinunciabilita’ della speranza sentimentale , il desiderio e la ricerca dell’amore incondizionato, e’ la mancanza di amore e infine il rifiuto .
Quella che potrebbe sembrare l’ultima lettera di un suicida diventa una preghiera ,una richiesta di ascolto e di amore. Così lo hanno letto Valentina Calvani ed Elena Arvigo. Se volete un assaggio date un’occhiate a questo.

 

Vi aspettiamo in Teatro dal 24 al 29 giugno.

Sara Drago: il mio Pinter si fa in due!

Una regia a quattro mani, giovane, fresca e complice. Così possiamo definire la direzione de L’Amante di Harold Pinter di Sara Drago e Alessandro Conte, registi ed interpreti del lavoro in scena al Teatro Out Off fino a domenica 22 giugno. Ospite oggi sul nostro diario di bordo la componente femminile della coppia, Sara Drago.
La vita coniugale soffriva già di inquietudini nel 1962. Oggi come è cambiato il modo di metabolizzare l’insofferenza della coppia?

La coppia attraversa indubbiamente un fortissimo momento di crisi. In un mondo dove tutto è possibile, accessibile, realizzabile, prima ancora di comprendere i meccanismi del metabolismo dell’insofferenza, mi chiedo: ma cos’è oggi la coppia? Forse una nuova istituzione che ha certamente nuovi confini, nuovi contorni rispetto a ieri, nuove fragilità. Ma non sono così sicura che in fondo le inquietudini che la pervadono siano poi così diverse dal passato. Soltanto fra qualche decennio, probabilmente, riusciremo ad analizzare in modo più lucido e distaccato questa relazione così complessa ed ancestrale.

Insieme ad Alessandro Conte, in scena nei panni di Richard, firmi la tua prima regia. Eppure non avete risparmiato  scelte ardite. Un Pinter come non l’abbiamo mai visto. Sei soddisfatta?

Ebbene sì, abbiamo rischiato, ma siamo soddisfatti del risultato! Siamo partiti da un’ analisi profonda del testo e abbiamo voluto lavorare sulla psicologia dei personaggi, senza però perderne la sottile ironia. Non ci interessava mettere in scena una tradizionale commedia borghese, ma le paure e le possibili visioni mentali di Sarah e Richard. Lo spazio stesso, curato da Gianni Conte e illuminato da Alberto Gualdoni, vuole essere proprio un luogo della mente, freddo, tagliente ed astratto. Anche il personaggio di John, il lattaio, diventa una proiezione del marito. John come specchio di Richard, un alter ego simile a lui ma diverso, diviene idea eccitante, impalpabile ed illecita. Ma immaginare la moglie adultera finisce per ossessionare Richard al punto da portarlo a desiderare la fine di quel gioco, creato di comune accordo.

La scelta della musica ha  tanta importanza  nella vostra messa in scena.

La musica è un elemento fondamentale in questo spettacolo. Conduce lo spettatore, sin dalle prime battute, in un’ atmosfera gelida e allo stesso tempo quasi violenta e sacrale. Si passa da momenti di insinuante tensione suggerita dalle note del compositore Ajad, a situazioni di forte carica emotiva portata dal rock macabro di Skunk Anansie. La voce penetrante di Asaf Avidan, nel culmine di rottura tra Sarah e Richard, è il grido di consapevolezza di una coppia che dietro all’amore nasconde una grande paura di perdersi, di restare soli.

5 L'amante di Harold Pinter regia Sara Drago e Alessandro Conte - anche interopreti - FOTO Alicia Mañas.

Se Pinter diventa rock…

 

Pinter come non lo avete mai visto. Già perché la giovane regia di Sara Drago sceglie di giocare d’azzardo per la sua prima prova registica, L’amante in scena al Teatro Out Off fino a domenica. Il dramma borghese più rappresentato del premio nobel inglese viene sezionato e riconfezionato mescolando comicità e dramma psicologico, facendo del gioco erotico dei coniugi Richard e Sarah un rito tribale dal ritmo rock.

La trama della pièce che Pinter scrisse nel 1962 è arcinota: una giovane coppia borghese crea un’invenzione erotica per sfuggire alla quotidianità del matrimonio, marito e moglie indossano altre personalità per pomeriggi di passione insieme. Un gioco apparentemente semplice e non pericoloso, ma che rischia di farli perdere.

Ma Sara Drago ed Alessandro Conte, coppia nella vita oltre che sulla scena, colorano di atmosfere ancestrali lo scambio di ruoli pinteriano, con tanto di jamboi, specchi della verità e tavoli girevoli capaci trasformare il mite ambiente domestico in un luogo di perdizione dove soddisfare i desideri nascosti

In questa metamorfosi dell’ambiente coniugale in terreno orgiastico un ruolo fondamentale gioca  la musica. La voce penetrante di Asaf  in Your Anchor definisce tutto con cura, spostando  i confini tra realtà e sogno, gioco e deviazione, amore e paura, possesso e abbandono.

Appena penetrati nel vortice della trasgressione si è accolti delle note di Charlie big potato degli Skunk Anasie, dal clima psichedelico e dal ritmo quasi tribale.

5 Buoni motivi per venire all’Out Off con Pikablink installato.

 

Già, in occasione del debutto di Solo per oggi abbiamo invitato gli amici del Teatro Out Off a scaricare ed installare Pikablink http://www.pikablink.com. Chi lo ha fatto ed ha lasciato un feedback sullo spettacolo ha ottenuto uno sconto per lo spettacolo successivo. Chi non ha ancora scaricato sul proprio smatphone o iphone l’app ha almeno 5 buoni motivi per falo:

1) È gratis. In questi tempi di crisi non è mica male come cosa: non spendi un euro e guadagni pure, ma per scoprire come devi aspettare il punto 5!
2) Occupa poca memoria, poco spazio sul tuo iphone o smartphone, meno della solita app su come perdere 10 kg in 10 giorni e soprattutto ti garantisce il risultato, vedi come al punto 5.
3) È veloce e facile da installare: ci vogliono pochi minuti. Il tempo è denaro, e Pikablink oltre ad essere gratis ti ruba anche poco tempo
4) È social: ti registri con Fb e puoi inviare un feedback sul luogo in cui ti trovi (teatro, pub, concerto) e condividerlo con i tuoi amici.
5) Se vieni al Teatro Out Off a vedere l’Amante con Pikablink installata e lasci un feedback avrai uno sconto  sullo spettacolo successivo 4:48 Psychosis;

Allora, ricapitoliamo, è gratis, veloce, facile da installare, consuma poco e ti garantisce sconti pazzeschi. Cosa aspetti a scaricarla?

 

L’amante? 52 anni e non sentirli!

Se pensate alla trasgressione dei solidi matrimoni borghesi come un frutto della contemporaneità, bene: vi sbagliate!
Era il 1962, e non esistevano Fb, le chat di incontri, i locali per scambisti e nemmeno i telefoni cellulari. Non c’era ancora stata la rivoluzione sessuale, e nemmeno il movimento femminista. E già in quegli anni tanto miti la vita di coppia soffre inconfessate inquietudini e si rifugia nelle trasgressioni.
Proprio su queste inquietudini e trasgressioni si ferma la penna del drammaturgo inglese, Harold Pinter, con la commedia L’Amante.
Pinter entra a gamba tesa nelle tranquille mura domestiche di Sarah e Richard, smuovendo le fondamenta di quel placido matrimonio borghese, rischiando di cambiare in maniera irreversibile le loro vite.
Un gioco apparentemente innocente, un’invenzione erotica inconfessabile e sacra che rischia di far allontanare la giovane coppia. Un gioco delle parti di sapore pirandelliano, nel quale sono i personaggi stessi a costruirsi una gabbia con l’agire e il pensare borghese che Pinter ha voluto dissacrare con una commedia dai toni apparentemente leggeri e ironici, ma che spietatamente mettono a nudo le debolezze umane più intime. Se volete un assaggio di quello che vedrete al Teatro Out Off, date un’occhiata a questo trailer.


Sebbene abbia oltrepassato i 50 anni, la commedia di Pinter è più giovane e fresca che mai. Trasgressione, fragilità del matrimonio borghese, debolezza di una coppia solida, fanno ancora parte delle nostre vite. Una delle pièce più rappresentate del nobel britannico approda in questo finale di stagione al Teatro Out Off con due interpreti d’eccezione: Sara Drago e Alessandro Conte, coppia nella vita oltre che in scena, accompagnati da Oscar Baccalini, nei panni del lattaio.

L'amante di Harold Pinter regia Sara Drago e Alessandro Conte - anche interopreti - FOTO Alicia Mañas.