Davide Lorenzo Palla: venite a giocare con me!

Istrionico, divertente, irriverente. È Davide Lorenzo Palla, giovane attore milanese che ne “Il giocatore” di Alberto Oliva interpreta diversi personaggi, cambiando spesso ruolo e abito in pochi minuti. Oggi al nostro diario di bordo confida le difficoltà durante l’allestimento della pièce, ma anche la soddisfazione per il risultato raggiunto. E ci racconta che il teatro fa parte del suo dna.
Nella pièce in scena al Teatro Out Off, interpreti la coralità di personaggi che affollano lo spettacolo di Dostoevskij,  vestendo diversi ruoli in pochi minuti. È stata una bella sfida ?
Sicuramente non è stato semplice farmi carico della pluralità di voci presenti nel romanzo. È stata  una scelta drammaturgica di Alberto Oliva e Mino Manni, diciamo che si è fatto di necessità virtù, perché con un cast ridotto abbiamo portato in scena un romanzo corale. Ho incontrato molte difficoltà tecniche, soprattutto all’inizio, gestire i frequenti cambi di costume, di voce, di personalità in un arco di tempo risicato non è stata una passeggiata. Ma una volta trovato il metodo la strada è stata in discesa e mi sono molto divertito a dare animo ad un’umanità tanto variegata, dal generale russo alla nonnina arzilla. In particolare, tingendo di grottesco questo personaggio,  facendone una vecchia paesana con accento toscano, ho cercato di attirare il pubblico attraverso l’ironia per poi condurlo verso l’attimo di lucidità che segue la febbre da gioco. Un momento molto drammatico in cui il giocatore  realizza di aver perso tutto.
Vesti anche i panni di un diabolico croupier , non presente nel romanzo di Dostoevskij ma forgiato dalle pagine di “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov. Come hai lavorato per questo personaggio?
Ho cercato di rendere il fascino ammaliante di questo croupier che in Bulgakov ha molte affinità con il demonio. La sua leggerezza, il suo sorriso, la sua dolcezza sono tutte armi che sfodera per trascinare Alexsej in un vortice di disperazione. Per i trucchi di magia mi sono servito della preziosa consulenza di un mago professionista Lord Nobody, ed è stata un’esperienza molto stimolante. C’è anche una componente di improvvisazione, perché ogni sera regaliamo ad uno spettatore fortunato 5 €!
Come ti sei trovato con i tuoi compagni di avventura: Mino Manni e Alberto Oliva e come vedi il tuo futuro teatrale?
“Il giocatore” è il quarto spettacolo che realizzo con loro, e spero che questo sodalizio artistico continui. Insieme abbiamo messo in scena “Il ventaglio” di Goldoni, “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, e di recente “Enrico  IV”. Con Alberto condividiamo la stessa formazione, entrambi veniamo dalla scuola Paolo Grassi e con Mino Manni, che è un attore di grande spessore ed esperienza abbiamo un percorso artistico molto simile, fatto di militanza in grossi teatri stabili, per poi passare ad una diversa maturazione artistica. Sinceramente non riesco ad immaginarmi lontano dalle scene. Io ho iniziato a fare teatro, grazie a mio padre (lo scenografo Fabrizio Palla), un uomo straordinario che mi ha trasmesso la passione per il palcoscenico, pur avendo lavorato sempre dietro le quinte!

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