Mino Manni: il mio giocatore perde tutto per amore.

Sul palco del Teatro Out Off veste i panni di Aleksej, il protagonista del romanzo “Il giocatore” di Dostoevskij nello spettacolo di Alberto Oliva. È Mino Manni, attore piacentino che in scena interpreta un uomo consumato dalla passione per una donna e dalla febbre del gioco. Al nostro diario di bordo racconta i dettagli di questa avventura.
Il tuo personaggio si caratterizza per un’accesa passionalità.
Forse per predisposizione personale mi capita spesso di interpretare ruoli da bello e maledetto. Con Alberto abbiamo una grande sintonia, ed insieme abbiamo deciso di indagare il male nel personaggio di Alekseij. Il mio giocatore è un uomo dominato da una passione malata, morbosa per una donna che non lo corrisponde: Polina. C’è in lui una sorta di lucida follia che lo conduce prima al tavolo da gioco, per finire allo smarrimento della propria personalità.  È un uomo totalmente posseduto dalla sua passione, e questo lo fa diventare quasi una pallina con cui giocano tutti gli altri personaggi. Abbiamo cercato di raccontare la deviare del protagonista da un equilibrio interiore agli abissi della perdita della propria dignità.
Sembra che per te e Oliva Dostoevskij sia un punto di riferimento costante, più volte avete affrontato il romanziere russo, e ne “Il giocatore” avete lavorato insieme anche all’adattamento.
“Il giocatore” nasce da un lungo progetto, di circa tre anni fa, ed è un lavoro che sento molto mio. Io e Alberto adattiamo sempre insieme i testi, perché ci piace dare la nostra versione dei classici pur mantenendo una  certa fedeltà all’autore. In questo caso abbiamo fatto una scelta, di fronte ad un romanzo frammentario e pieno di personaggi, abbiamo deciso di concentrarci sulla passione. Abbiamo inventato il personaggio del  croupier, prendendo spunto da “Il maestro e Margherita” di  Michail Bulgakov, perché abbiamo trovato molti legami tra i due romanzieri. E cercando una componente spettacolare, drammaturgicamente forte abbiamo anche deciso di fare interpretare più ruoli a Davide Lorenzo Palla.
Cosa differenzia “Il giocatore”di Dostevskij dai ludopatici contemporanei?
Purtroppo è amaro constatare che spesso oggi molti si avvicinano al gioco d’azzardo spinti dalla disperazione, con la speranza di vincere per poter cambiare vita, mentre Alekseij gioca per il gusto morboso di perdere. È un personaggio complesso che approda al gioco perché indotto da una passione malata verso una donna. Mentre i malati di gioco oggi sono  spesso vittime della crisi.
Il Giocatore Mino Manni

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